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Antonio Santori, scrittore, poeta, insegnante e animatore culturale, saggista,
è morto lo scorso 30 agosto.

 

 Nato a Montreal (Canada) nel 1961, docente di filosofia della Scuola Interuniversitaria di Specializzazione dell’Università di Macerata e del Liceo Classico statale di Fermo.

E' stato direttore e redattore di riviste letterarie direttore artistico di Convegni internazionali, responsabile editoriale di due case editrici.

Dirigeva  da dieci anni il Laboratorio di Poesia delle Marche, rivista multimediale e telematica di poesia presente su Internet.

Direttore editoriale de "L’Albatro Edizioni".


Presente in numerose riviste e antologie italiane (tra le altre nella recente Antologia Garzanti) e straniere.
La sue poesie sono presenti in Italian Poetry, tra quelle dei poeti italiani più significativi del secondo Novecento; proprio in questi giorni la sua opera è stata inserita (e tradotta) nello spazio telematico che l’Unesco ha creato in Germania (Lirikline Literaturewerkstatt Berlin) e che accoglie i testi dei poeti europei (uno dei quattro autori italiani è appunto Santori).

Uomo e poeta geniale e generoso, Santori aveva pubblicato con i quaderni di «clanDestino» tre volumi di poesia e aveva promosso mille iniziative di cultura nelle sue amate Marche. Visionarietà tesa e discorso vitale, pensosità nutrita dalle linfe migliori della filosofia e del pensiero religioso del nostro tempo, erano le caratteristiche di una voce unica, laboriosa e cordiale. Aveva intrattenuto rapporti con Gadamer, Bigongiari, Luzi, Walcott e tanti altri nomi importanti della cultura italiana e internazionale. Studioso amante di Pavese, di cui aveva sondato con acume specialmente «I dialoghi con Leucò», Santori aveva tessuto nella sua voce quella lezione, trasmettendo a molti più giovani poeti nel suo laboratorio amore e disciplina artistica

 

 

 

 

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