“I luoghi dell’inconscio”, sono luoghi non-luoghi che esistono in ognuno di noi. Una sorta di archivio “virtuale” dove vengono custodite le immagini dei momenti salienti della nostra esistenza. Fotogrammi confusi, sovrapposti, delle esperienze vissute. Paesaggi, spesso, surreali senza una dimensione definita, dove non esiste logica. Con questa ricerca personale, voglio concretizzare questa dimensione “fluttuante” che sovente viviamo nei nostri sogni, o nei nostri incubi. Immagini astratte, quasi informali. Cercando di coniugare fotografia e pittura. Due espressioni artistiche che, in costante conflitto fra loro, hanno dato vita alle nuove espressioni artistiche, sia pittoriche, che scultoree, che hanno caratterizzato tutta l’arte del 1900. La ricerca “I luoghi dell’inconscio” è, come già detto, la fusione fra due espressioni contrapposte fra loro. La fotografia, fotocopia della realtà, riproducibile all’infinito, e la pittura opera unica ed irriproducibile. E soprattutto “spirituale”. Immagini che nessuna macchina fotografica potrà mai fotografare.

 

 

 

 

 

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